
Nell'Analitica del Sublime di Kant c'è la fenomenologia del Sublime Matematico e del Sublime Dinamico. Il Sublime Matematico è quantitativo (uno, infinito e totalità); il Sublime Dinamico, prevalentemente quello della natura, è la fenomenologia della Dynamis aristotelica ovvero della dinamicità della natura nelle sue forme più terribili, estreme quale la tempesta, il tuono, la bufera, il fulmine ovvero fenomeni che suscitano timore e paura.
Kant, riprendendo le ipotesi di Burke, si sofferma sul Sentimento del Sublime quale alternarsi della presenza di piacere-dispiacere, paura e consapevolezza della superiorità dell'io-penso nei confronti dei fenomeni materiali.
Quella consapevolezza per Kant contribuisce a rendere l'essere pensante superiore agli eventi della natura e quindi nel Sublime c'è una compresenza di intuizione, sensibilità ma anche pensiero puro o pensiero della trascendenza.
Nello Pseudo Longino, i fenomeni materiali della Physis sono stati già evidenziati, sia pure in forma retorica, quale Ek-stasis della natura cioè la natura si presenta nelle sue forme ek-statiche.
Chi più di altri pensò alla Ek-staticità temporale del mondo è stato Heidegger.
Né Kant né Heidegger hanno pensato al Sublime quale Ek-staticità della Physis, interpretazione già presente nel Pseudo Longino e nel Burke quando parla di Ek-stasi.
ll fenomeno dell'Ek-stasi nel Sublime è importante perché consente un'Interpretazione Ontolo-gica del Sensibile e non solo un'Ermeneutica o un Analitica del Sublime.
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