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Cacciari Massimo: Paradiso e naufragio

Cacciari Massimo  “Paradiso e naufragio” Cacciari in Paradiso è Naufragio, Einaudi, pagg. 128, euro 13, parla de “L'uomo senza qualità” di Musil che rappresenta il naufragio di un'epoca, di un mondo culturale e politico: il tempo che precede la prima guerra mondiale ed il periodo tra le due guerre. Completa la sua riflessione (semmai si possa parlare di un confine, di un mettere un punto al pensiero) sul fare filosofia che mai si racchiude ed esaurisce nel proprio campo d'elezione 

HÖLDERLIN di GIACINTO PLESCIA


GIACINTO PLESCIA PAESAGGIO TOSCANO DIPINTO AD OLIO


La verità sublime è il mostrarsi, abnegarsi, manifestarsi dell'excstasi della finitezza dell’essere.

Hölderlin è l'archegete ontopologico che apre e si apre al sublime, è l'epigenesi del pensiero poetante sublime, è l'archegete della sublime transontologia della differenza. 

Hölderlin è l'archegeta dell' eristica ontopologica sublime dell'ontopologia sublime della dea Eris che si eventua quale non-fondamento o fondatezza abissale del sublime, l’essere sublime nel nulla sublime afenomenico, anoumenico, aepistemico, aermeneutico.


Il sublime si eventua anche nel nulla, sull’abissale fondatezza, anzi il sublime è il nullo fondamento dell'essersi o la dismisura del nulla o del niente quale eventuanza del sublime.

Perciò c'è il sublime piuttosto che il nulla, quale differenza ontopologica che si dà al di là di tutte le differenze del niente, o della bellezza ideale fenomenica o noumenica epistemica, tale da eclissare tutti i fenomena.

Per Hölderlin l’essere è la sublime dinamica della differenza ontopologica sublime: l’essere eventuanza sprofonda nell'Essere sublime, l’essere è il dispiegarsi della diffe -
renza sublime nel pensiero poetante sublime.


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