Passa ai contenuti principali

In primo piano

 

Nietzsche sulla Bellezza di Giacinto Plescia

   

Vermeer_View-Of-Delft



Nietzsche criticò il disinteresse kantiano, difese la bellezza ideale. L’accusa a Kant è rivolta al suo quietismo della volontà, o fiacchezza, o agli ideali della conoscenza fenomenica.  

Per Heidegger il disinteresse non è indifferenza o una sospensione della volontà. 

Per Schopenhauer, al contrario, è il più alto sforzo dell'essenza: è nel disinteresse che emerge e si dà la relatività con il gegenstand sublime.   


La bellezza è l’apparire nella luce del fenomeno dell'apparenza è l’essere-il-piacere o l'esserci-del-piacere o l'essersi-piacere, non l'abnegarsi, non la sua privatezza, non la sua sussunzione funzionale o subornazione a uno scopo o a una utilità, nemmeno però l'abnegarsi nella noumenica. 

Il piacere estetico trova sé stesso solo nell'essersi. 
Il piacere è sé stesso quando non è di nessuno: solo così può essere di ogni esserci.
Nel piacere estetico ogni essersi è libera singolarità, o singolarità in perenne transcendenza sublime.


Commenti

Post più popolari