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Cacciari Massimo: Paradiso e naufragio

Cacciari Massimo  “Paradiso e naufragio” Cacciari in Paradiso è Naufragio, Einaudi, pagg. 128, euro 13, parla de “L'uomo senza qualità” di Musil che rappresenta il naufragio di un'epoca, di un mondo culturale e politico: il tempo che precede la prima guerra mondiale ed il periodo tra le due guerre. Completa la sua riflessione (semmai si possa parlare di un confine, di un mettere un punto al pensiero) sul fare filosofia che mai si racchiude ed esaurisce nel proprio campo d'elezione 

PAESAGGIO TOSCANO dipinto ad olio di GIACINTO PLESCIA

 

 

PAESAGGIO TOSCANO  dipinto ad olio di GIACINTO PLESCIA



La bellezza sublime ha sempre avuto una relatività con la verità, Platone ne svelò la visibilità o luminosità: Platone ideò la bellezza della verità nell’apparenza.

L’adaequatio di res e intellectus, nella bellezza, è un’intuizione eidetica libera della presenza fenomenica o noumenica.

La bellezza sublime è invece sempre eccedente, è l'excstasi della sublatione nel suo esserci. La bellezza sublime è nel luogo in cui non ha luogo nulla, nulla che non sia l’aver-luogo del luogo stesso, una figura che si configura e si costella, quando sono sospesi significato, causalità, cronologia e intenzionalità.


La bellezza sublime è il Gegenstand della transpazialità: un di fronte o rivelarsi senza Grund, o senza fondo o senza fondatezza.  

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