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PAESAGGIO TOSCANO dipinto ad olio di GIACINTO PLESCIA

 

 

PAESAGGIO TOSCANO  dipinto ad olio di GIACINTO PLESCIA



La bellezza sublime ha sempre avuto una relatività con la verità, Platone ne svelò la visibilità o luminosità: Platone ideò la bellezza della verità nell’apparenza.

L’adaequatio di res e intellectus, nella bellezza, è un’intuizione eidetica libera della presenza fenomenica o noumenica.

La bellezza sublime è invece sempre eccedente, è l'excstasi della sublatione nel suo esserci. La bellezza sublime è nel luogo in cui non ha luogo nulla, nulla che non sia l’aver-luogo del luogo stesso, una figura che si configura e si costella, quando sono sospesi significato, causalità, cronologia e intenzionalità.


La bellezza sublime è il Gegenstand della transpazialità: un di fronte o rivelarsi senza Grund, o senza fondo o senza fondatezza.  

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