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Cacciari Massimo: Paradiso e naufragio

Cacciari Massimo  “Paradiso e naufragio” Cacciari in Paradiso è Naufragio, Einaudi, pagg. 128, euro 13, parla de “L'uomo senza qualità” di Musil che rappresenta il naufragio di un'epoca, di un mondo culturale e politico: il tempo che precede la prima guerra mondiale ed il periodo tra le due guerre. Completa la sua riflessione (semmai si possa parlare di un confine, di un mettere un punto al pensiero) sul fare filosofia che mai si racchiude ed esaurisce nel proprio campo d'elezione 

MUSICA e FILOSOFIA: DA PLATONE AI NOSTRI GIORNI di GIACINTO PLESCIA - PARTE PRIMA 2007



Platone situò la contemplanza della bellezza in sé, divina e monade quale forma della bellezza quale armonia invisibile o armonizzarsi musica della natura stessa o svelatenza o sublatione della physis o essere estatico-nel-mondo dell'essere. 

L'evidenziarsi del fenomeno musicale ontologico, coniugato alla struttura temporale del suono, o alle specificità estetiche e recettive, o al percepirsi dimensionale dell’ascolto è il mettersi in luce o il costituirsi dei nessi che coniugano le categorie concettuali tradizionalmente impiegate dalla fenomenologia della musica in sublationi estetiche del suono sublime.

La musica o un suono? All’origine, la musica pare risolversi tutta nella filosofia, come modello dell’attività del relazionarsi o dell' armonizzarsi dei suoni dall'acuto al grave, all’intonazione del modello scalare: il filosofo è già musicista, come narrò Platone, Fedone nel sogno fa già musica altissima o sublatione sublime.


Nel Sofista la filosofia è musica, perché evidenzia le modalità dell'accordarsi e dispiegarsi nella completezza.

Musica e filosofia sono l’interpretazione pitagorica dei paradigmi di relatività del fondarsi, al di là del relazionarsi mondano ma quale sublime sublatione.

Filosofo e musicista sono una destinanza nell’oblio: hanno una vocazione per la musica ma si dedicano alla filosofia o viceversa.

Sono persi o presi in una naufraganza che sfugge: le relazioni fra musica e filosofia si svelano nell'eventuarsi della transpoiesis sublime, o nel crearsi della sublatione estetica-estatica.

Lì la filosofia è musica o la musica è il mondo che canta, e la musica è il sublimarsi nella filosofia, ma con profonda asimmetria sublime.

Quel situarsi sublime in sublatione estatica è l'eventuarsi di una tragicità immanente, quasi una destinanza che ancora è in attesa di una risposta che non si è data e non si darà mai.

Problematica o interpretazione che viene in luce o è l'eventuarsi della musica sublime all’interno della bellezza estetica della musica stessa.

Lì c'è l'evento sublime che si eventua in trascendenza ontologica, è l'evento che dispiega la verità sublime ed è il fondamento del sublime o autosvelamento dell'essere che è senza fine.

L'accadere della verità sublime è l'evento dell'essere sublime, è l'evento che si eventua, è l'incre -spatura dell'onda, l'abisso di cui non si può mai trovare il fondamento.


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